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Squilibrio energetico nell’alimentazione

Per mantenere una sana alimentazione bisogna parlare anche di squilibrio energetico.

Il cibo possiede un’energia, che vine poi trasmessa al nostro corpo e che vi rimane anche dopo che il cibo non è più presente materialmente.

Può essere un’energia di espansione e freschezza oppure di contrazione e calore.

Prendiamo un esempio, il pane.
L’energia del pane è una combinazione dell’energia del cereale utilizzato e dall’energia impartita dalla cottura in forno che, eseguendo il più forte fra gli stili di cottura, impartisce al cibo una forte energia di contrazione.

Una semplice raffigurazione del corpo umani fa chiaramente distinguere le zone centrali contratte dalle periferiche (braccia, gambe) espanse.

Il cibo che crea contrazione tende ad andare verso il basso del corpo, mentre quello che crea espansione tende ad andare verso le zone periferiche e più alte.

Ritornando al pane, se una persona arrivasse a mangiare solo pane, svilupperebbe tensione nella parte centrale e bassa del corpo.

Questa qualità d’energia si dirige in quella zona e, se è in eccesso, crea tensione.

L’energia tende ad accumularsi nelle varie zone del corpo a seconda della propria natura, di contrazione o di espansione, in saluta o in discesa, e se è in quantità eccessiva è fonte di problemi.

Se quella persona smettesse di mangiare pane, quel tipo di energia continuerebbe a rimanere. Naturalmente i suoi effetti dopo qualche tempo si ridurrebbero fino ad esaurirsi.

I casi più comuni sono quelli in cui si è creata la stagnazione sia di energia che di grassi saturi ed eccessi derivanti da cibo animale.

Questi eccessi sono, per così dire, testardi, la loro natura è quella di andare in profondità nel corpo e rimanerci.

Un effetto simile accade con l’energia troppo espansiva.
Un consumatore di lunga data di zucchero, caffè, alcoolici, spezie e frutta, potrebbe trovarsi con vene varicose e dilatate nella parte più periferica del corpo oppure potrebbe sviluppare allergie croniche con problemi al sistema linfatico (anch’esso periferico), ai polmoni o ai seni nasali.

Il principio è lo stesso: si tratta di una stagnazione energetica.

Un esempio classico è l’utilizza di prodotti derivati dal altre insieme a qualcosa di dolce, cioè crea tale tipo di carenza e stagnazione nel sistema linfatico ed in quello periferico.

La maggior parte delle persone si trova ad avere alcune aree del corpo eccessivamente contratte ed altre troppo deboli ed espanse.

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